Gli occhi del fotografo


Per il giorno delle vostre nozze ciò che più vi spaventa sono le fotografie?
Avete assistito a matrimoni in cui gli sposi sono spariti per ore con fotografi e videoperatori?
Vi terrorizza l’idea di dover restare immobili sotto il sole cocente, trattenendo il respiro, in posizioni scomodissime mentre siete bersagliati dai flash e i sorrisi si trasformano in smorfie di sofferenza?
Avete rischiato di addormentarvi mentre i vostri amici vi facevano sfogliare l’album del loro matrimonio tanto emozionante da farvi rimpiangere quella magnifica proiezione di duemila diapositive scattate da vostro cugino alle dune del Sahara?

Il nostro compito è quello di farvi evitare simili esperienze e, al contrario, suscitare emozioni, ricordi, commozione, magari una risata, in chi sfoglierà l’album. Di certo nessun colpo di sonno.

 

Durante la cerimonia, sia essa civile o religiosa, cioè nel momento di massima emozione della giornata, gli sposi cercano più volte con lo sguardo gli occhi del fotografo che spesso viene a trovarsi accanto al celebrante.

 

Bisogna essere complici e rassicuranti, presenti senza diventare invadenti, anche negli altri momenti della giornata.

 

E’ un compito importante quello del fotografo, comporta delle responsabilità perché una foto la si può anche perdere o strappare ma una volta che la si è osservata entra a far parte della nostra memoria e da lì non si può cancellare.

 

E’ vero, è banale, ma è così: una foto rimane per sempre.


 
     
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